Differenze tra Cannabis sativa e Cannabis indica

cannabis indica e sativa

Sativa e indica sono due varietà della stessa pianta: la Cannabis. 

La cannabis indica è nota per le proprietà maggiormente rilassanti, mentre la cannabis sativa per le proprietà più energizzanti ed attivanti.

I grandi progressi fatti in campo scientifico e le scoperte sulla composizione della cannabis hanno messo in luce che sono due i principali componenti a determinare l’effetto terapeutico proprio dalla Cannabis: i fitocannabinoidi (CBD e THC) e i terpeni (gli oli essenziali).

I preliminari indispensabili

Le proprietà terapeutiche della Cannabis sono determinate dai suoi principi attivi e dai suoi costituenti, identificati insieme come fitocomplesso. Ciascuna varietà di Cannabis presenta un fitocomplesso differente e di conseguenza le proprietà della pianta cambieranno.

Il THC e il CBD producono effetti differenti sul corpo umano. Sapere se una pianta di cannabis proviene dal ceppo indica o sativa non sempre significa avere informazioni sul rapporto che regola la percentuale dei due cannabinoidi, ma può aiutare.

É risaputo che la cannabis indica ha in genere un contenuto CBD maggiore e di THC inferiore, mentre le piante di cannabis sativa di solito, al contrario, presentano una percentuale di CBD minore rispetto quella di THC.

L’origine dei nomi 

Le parole “indica” e “sativa” furono introdotte dai botanici del XVIII secolo che identificarono due varietà di cannabis distinte per morfologia e origine geografica. Tra questi Carlo Linneo che inventò la classificazione per categorie tassonomiche, il quale identificò le due varietà come un’unica specie: Cannabis sativa L.

Cannabis sativa e cannabis indica sono dunque sottospecie che in origine presentavano caratteristiche molto differenti e che nel tempo sono state coltivate ed ibridate tra loro per ottenere piante migliori. Ad esempio, per ottenere piante dalla crescita più rapida o per aumentarne la produttività e determinarne gli effetti terapeutici.

Non solo i coltivatori, ma anche la natura hanno generato forme ibride di Cannabis sativa e di Cannabis indica, durante il lungo corso della storia dell’uso umano della cannabis.

Parliamo della cannabis Sativa

La cannabis sativa proviene dalle parti più roventi del mondo, luoghi caratterizzati da climi caldi e secchi, come: l’Africa, il sud-est asiatico, l’America centrale e parti dell’Asia occidentale.

Crescendo in luoghi così aridi, le piante di cannabis sativa si sviluppano molto in altezza, con foglie sottili e allungate. Possono superare i 3 metri di altezza e il tempo di maturazione è più lento di altri tipi di cannabis.

Nella varietà sativa è frequente che prevalga la percentuale di THC rispetto a quella di CBD, ma ovviamente ogni pianta è un discorso a sé, e il modo più affidabile per conoscerne la composizione resta sempre l’analisi biochimica.

Alcuni tra i ceppi più conosciuti ed elogiati di cannabis sativa sono: Amnesia Haze, Durban Poison, Green Crack, Jack Herer, Sour Diesel, Strawberry Cough, Super Lemon Haze e Super Silver Haze.

Gli effetti comunemente prodotti dalla varità sativa sono di euforia, energizzante, stimolante, infatti la si definisce attivante, inoltre funge da antidepressivo, analgesico e antiemetico.

Parliamo della cannabis Indica

La cannabis indica è originaria dell’Afghanistan, del Pakistan, della Turchia e dell’India. Le piante si sono adattate al clima montano freddo, secco e turbolento, come sulle montagne dell’Hindu Kush in Pakistan .

Crescendo ad alta quota, esposta a temperature rigide e ventose, la cannabis sativa non cresce molto in altezza, sviluppandosi più come un arbusto tozzo dalle foglie grosse e larghe. Questa varietà di piante cresce e si sviluppa rapidamente e in genere ha una resa maggiore rispetto alla varietà sativa.

Le varietà Indica hanno spesso livelli più alti di CBD, ma la percentuale di THC non è necessariamente inferiore, il rapporto tra i cannabinoidi generalmente è molto vicino a 1:1.

Tra i più noti e apprezzati ceppi di indica troviamo: Blueberry, Blue Cheese, Bubba Kush, Granddaddy Purple, Grape Ape, Northern Lights, Purple Punch e White Rhino.

Le varietà Indica producono effetti più rilassanti e distensivi, utilizzate con successo per terapie contro l’insonnia, l’ansia, il dolore e l’inappetenza.

Gli incroci delle varianti: gli ibridi

L’ibridazione delle piante di cannabis ha portato nell’arco di centinaia di anni alla mescolanza sempre più inestricabile dei geni e ad oggi si parla di dominanza del gene. Infatti la maggioranza dei ceppi denominati “indica” o “sativa” sono ibridi, con una genetica ereditata da entrambe le sottospecie.

Conoscere i “ceppi genitori” di un ibrido da un’idea della genetica della pianta che si osserva, quindi del rapporto che regola i componenti del fitocomplesso e di conseguenza degli effetti terapeutici che questa avrà.

Anche l’aspetto dei ceppi ibridi dipende dalla combinazione delle piante madri.

Gli ibridi più conosciuti includono: Blue Dream, GG4, GSC, Pineapple Express, Trainwreck, Wedding Cake e White Widow.

Le varietà a predominanza sativa, potrebbero generare un effetto energizzante e creativo, non rilassato e letargico come potrebbe essere per quelle a predominanza indica. 

Parliamo in ultimo di Ruderalis

La cannabis ruderalis è originaria delle parti più fredde del mondo, tra queste Russia e il confine tra Ungheria e Ucraina. La crescita di questa varietà è spontanea e si ipotizza derivi da alcune piante di cannabis che abbandonate in quei territori si adattarono per sopravvivere.

Le condizioni ambientali di scarsità luminosa hanno fatto sì che la pianta crescesse in grado di iniziare la fioritura indipendentemente dall’esposizione alla luce. Come la sativa non cresce molto in altezza, ma è più simile a un erba infestante dalla forma vagamente conica con una quantità di rami inferiore rispetto alle altre varietà.

Non ha livelli molto alti di THC o CBD, ma i coltivatori lo apprezzano per la sua capacità autofiorente, cioè di fiorire da solo. Questo è il motivo per cui viene spesso inserita nella genetica degli ibridi insieme a sativa o indica.

Infine sui vari tipi di Cannabis

Nonostante le differenze tra le varietà siano state messe in luce, la contaminazione delle stesse ne ha reso inefficace associare all’aspetto determinate proprietà,  per questo analizzare il contenuto biochimico dei singoli ceppi è l’unico metodo per conoscerne con certezza le caratteristiche.

Perfino all’interno degli stessi ceppi specifici, la ricerca ha dimostrato che vi è una grande oscillazione di percentuale del contenuto di THC e forse anche per tutti gli altri cannabinoidi.

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