CBD e THC: le mille e una sostanze della Cannabis sativa

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All’interno della pianta comunemente nota come Cannabis c’è una quantità incredibile di proprietà e molecole diverse.

I ricercatori hanno impiegato anni per identificare ed analizzare le componenti della cannabis sativa, ad oggi i risultati sono stupefacenti: una settantina di fitocannabinoidi (tra cui i famosi CBD e THC), all’incirca 140 terpeni (gli oli essenziali), 23 flavonoidi, insieme a composti azotati, acidi grassi, idrocarburi, carboidrati e una gran quantità di altre sostanze.

Le ricerche continuano e le scoperte non sono ancora finite.

Cominciate negli anni 40 e in crescita dal 2000 anche grazie all’avanzamento delle tecniche di analisi impiegate, le indagini svolte sulla cannabis hanno permesso di individuare ed isolare le singole molecole e le loro proprietà terapeutiche, incrementando le applicazioni in campo medico. 

Come affermato dal Professor L. Luongo “la Cannabis sativa può essere considerata una piccola officina molecolare”, vista la grande quantità di composti prodotti, dal potenziale interesse medico.

Uno dei pionieri nello studio dei fitocannabinoidi è Raphael Mechoulam, un ricercatore biologo e chimico, che negli anni 60 individuò il THC e condusse esperimenti dimostrandone i benefici nel trattamento di alcune patologie e la sua interazione con il sistema endocannabinoide, ovvero il sistema di recettori più grande del corpo umano.

Per conoscere la vita e il lavoro di questo grande uomo vi consiglio di guardare “The Scientist”, un documentario scritto e realizzato da Zach Klein in collaborazione con la fondazione CANNA, una società di ricerca no profit impegnata nello studio della cannabis e dei suoi composti.

Cosa sono CBD e THC?

I fitocannabinoidi sono composti chimici contenuti nella cannabis sativa; CBD e THC costituiscono la maggior parte del fitocomplesso, ma oltre a questi sono presenti CBC, CBG, THCV e tanti altri, ciascuno con proprie funzioni ed effetti.

Il tetraidrocannabinolo (THC) e il cannabidiolo (CBD) agiscono in maniera differente sui recettori del sistema endocannabinoide situati nel cervello. Come abbiamo spiegato anche nel precedente articolo il THC è la componente che contiene, insieme ad altre proprietà, il principio psicoattivo della cannabis sativa, mentre il CBD ne è totalmente privo ed è addirittura in grado di contrastare tale effetto.

Come? Interagendo con il sistema endocannabinoide: nel cervello il recettore CB1 forma un legame con il THC, mentre il recettore CB2 con il CBD, quest’ultimo legame influisce sull’altro diminuendo le proprietà psicoattive del THC che causano ansia e paranoie.

Ma che effetti producono i cannabinoidi?

Dopo molti studi si è definito che il THC oltre all’azione psicotropa legata all’ambito ricreativo, funge da antiemetico, antinfiammatorio e analgesico; il CBD svolge un’azione ansiolitica, anticonvulsionante e antipsicotica, oltre a condividere alcune delle proprietà del THC, ad esclusione della psicoattiva. 

Dunque le due sostanze, CBD e THC, combinate danno effetti prodigiosi sul corpo, differenti a seconda del rapporto che ne regola la quantità nella pianta. Nonostante i numerosi e disparati effetti benefici e terapeutici risultati dalla ricerca, l’impiego in campo medico di queste sostanze è ancora molto dibattuto in europa e nel mondo. 

Modificare il rapporto CBD:THC, ovvero la ratio che regola le rispettive percentuali di fitocannabinoidi, significa generare genetiche di cannabis sativa con proprietà differenti, che saranno in grado di produrre effetti diversi sul corpo.

Più CBD o più THC?

Il rapporto CBD:THC 10:1 determina genetiche di piante con una percentuale di CBD prevalente su quella di THC, questo indicativamente è il rapporto prediletto nella genetica della cannabis light, legalizzata in italia nel 2017.

Inoltre concentrazioni di CBD maggiori rispetto al THC producono effetti rilassanti, antidepressivi e antinfiammatori.

D’altro canto genetiche con un alto contenuto di THC, quindi con un rapporto 0:10, sono caratterizzate dall’azione psicotropa provocando euforia, vertigini, ma anche paranoia e tachicardia. 

Gli effetti cambiano in relazione al rapporto tra i due fitocannabinoidi, ad esempio una genetica con prevalenza di THC, ma una buona percentuale di CBD, diciamo un rapporto 1:2, darà comunque l’effetto psicotropo, ma dal carattere più rilassato e meno ansiogeno e paranoico.

Dove risiedono le proprietà terapeutiche?

Le proprietà terapeutiche della Cannabis Sativa sono determinate dai suoi principi attivi e dai suoi costituenti, identificati insieme come fitocomplesso. In mezzo alla gran quantità di sostanze individuate, ad avere maggiori proprietà terapeutiche sono soprattutto i cannabinoidi, ma anche i terpeni e i flavonoidi. 

L’estrazione dei cannabinoidi, in particolare quella di cannabidiolo (CBD) e tetraidrocannabinolo (THC), e in generale la sperimentazione in questo ambito è ancora in fase di sviluppo, la ricerca continua di nuovi metodi ha recentemente rivolto l’attenzione alla conservazione dei terpeni ovvero gli oli essenziali della cannabis nella fase di estrazione.

L’assunzione per via orale di cannabis terapeutica è stata autorizzata dal Ministero della Salute. In questo modo possono essere ingeriti e assorbiti gli estratti, per la maggiore sotto forma di sostanze vischiose, gli oli di cannabis, costituiti da un concentrato di cannabinoidi e terpeni. Ovviamente la composizione degli oli e quindi le proprietà terapeutiche differiscono in base alla genetica della pianta da cui vengono estratti e dal rapporto che regola i cannabinoidi e le altre sostanze del fitocomplesso. 

I flavonoidi hanno molti effetti benefici oltre che per la pianta anche per l’uomo, essendo tanti e differenti ciascuno ha specifiche proprietà, complessivamente identificabili come antinfiammatorie e antiossidanti. La maggiore concentrazione di queste sostanze risiede nei fiori, nelle foglie e nello stelo della pianta.

Come si può assumere il CBD?

Il consumo alimentare della cannabis è uno dei modi per giovarsi delle proprietà benefiche del cannabidiolo, per esempio tramite i germogli di cannabis o i semi, ma molti degli impieghi di questa molecola sono stati rifiutati e quindi non legalizzati. 

Ad oggi alcune delle forme in cui è concesso consumare CBD sono: oli sia alimentari che ad uso esterno, infusi di fiori e foglie, integratori alimentari, cristalli di CBD (che sono CBD pura al 99%) oppure prodotti per dermocosmesi come creme e sieri o da inalare come liquidi per vaporizzatori o sigarette elettroniche.

Se a questo punto vi state chiedendo dove acquistare l’olio di CBD vi invito a fare un salto nella nostra pagina shop dove insieme a questo potrete usufruire della selezione di prodotti by Sweet Leaf Centocelle.

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