cb1 e cb2

Cb1 e Cb2: i recettori canabinoidi

I recettori cannabinoidi vengono distinti in due sottotipi, che sono indicati come CB1 e CB2. Questi sono stati accoppiati a proteine G di tipo inibitorio e sono localizzati in punti del corpo differenti. I CB1, infatti, sono presenti soprattutto in corrispondenza del sistema nervoso centrale, a differenza dei CB2 che invece sono localizzati in modo particolare a livello periferico, per esempio nelle cellule del sistema immunitario. Questi recettori sono formati da una catena polipeptidica con 7 segmenti transmembrana.

Le caratteristiche dei recettori CB1

Sono soprattutto i gangli della base, a cui spetta il controllo motorio, a esprimere i recettori CB1; essi, tuttavia, sono stati individuati anche nel cervelletto. Ma per quale motivo il recettore CB1 si trova soprattutto in queste aree cerebrali? Per capirlo è necessario fare riferimento agli effetti innescati dai cannabinoidi sulla produzione di catalessia e sull’attività di locomozione.


Esperimenti effettuati nei topi hanno permesso di verificare che la delezione genetica di questi recettori causa alterazioni a livello dell’apprendimento motorio. In più, una concentrazione notevole del recettore è stata riscontrata in altre parti del cervello che intervengono nei processi di memorizzazione e sono coinvolti nella regolazione delle funzioni cognitive: il riferimento è alla corteccia cerebrale e all’ippocampo.


Ma non è ancora tutto, dal momento che i recettori CB1 si trovano nel midollo spinale e nel cervello in corrispondenza delle vie del dolore. È questa la ragione per la quale si ipotizza che tali recettori servano a mediare l’effetto antidolorifico che scaturisce dai cannabinoidi.


Entrando più nel dettaglio, i recettori CB1 si trovano in modo particolare nei neuroni, specialmente in corrispondenza della parte terminale degli assoni. Questo sta a sottolineare il ruolo svolto dalla proteina CB1 per la modulazione in particolari sinapsi della neurotrasmissione. Dalla stimolazione di questi recettori trovano una spiegazione i diversi effetti dei cannabinoidi: da un lato la loro azione euforizzante, e dall’altro lato la loro capacità di stimolare l’appetito e le loro proprietà antispastiche, analgesiche, antinfiammatorie, immunosoppressive e ipotensive, oltre che antiossidanti e antiemetiche.

Le caratteristiche dei recettori CB2

La struttura dei recettori CB2 non è molto diversa dalla struttura dei CB1. C’è, però, una differenza significativa che merita di essere messa in evidenza, e ha a che fare con la loro distribuzione. I recettori CB2, infatti, si trovano nelle tonsille, nella milza e – come si è detto – nelle cellule del sistema immunitario: quindi, a livello periferico.


Alcune ricerche recenti, comunque, hanno evidenziato che questi recettori si trovano anche in specifiche zone del sistema nervoso centrale. Ma non è tutto, perché indagini scientifiche svolte da poco hanno provato a presumere un eventuale ruolo svolto dai recettori CB2 per il trattamento del dolore neuropatico. Pare che andando a stimolare questi recettori si verifichi un rilascio delle beta-endorfine e di altri oppioidi endogeni da parte dei cheratinociti, e questo determina un globale effetto antidolorifico.

Di che cosa si parla quando si citano i recettori cannabinoidi

Quando si parla di recettori cannabinoidi si fa riferimento a una classe di recettori che fa parte della famiglia dei recettori accoppiati alla proteina G. Andando a stimolare questi recettori viene inibita la produzione di AMP ciclico.


Il recettore CB1 è il primo ad essere stato scoperto: era il 1990. Tre anni più tardi, poi, è stato identificato anche il recettore CB2. In realtà diversi studiosi ipotizzano che ci sia anche un altro tipo di recettore, anche se per il momento non ci sono ancora conferme in tal senso. I CB1 sono localizzati soprattutto nella substantia nigra, nel globus pallidus e nei gangli basali dell’encefalo; in misura inferiore, però, si trovano anche nell’amigdala, nell’ipotalamo, nel putamen, nel nucleo caudato, nell’ippocampo e nel cervelletto.


In densità ancora minore sono stati scoperti recettori CB1 nei reni, nel fegato, nei polmoni e nelle cellule riproduttive sia femminili che maschile. Non ce ne sono, invece, nel midollo allungato, vale a dire in quella parte del sistema nervoso da cui dipende il monitoraggio della respirazione e delle funzioni cardiovascolari. Per quel che riguarda i recettori CB2, invece, per molto tempo si è pensato che fossero localizzati praticamente solo sulle cellule T del sistema immunitario, mentre da poco è stata riscontrata la loro presenza anche nel sistema nervoso centrale.

Le ricerche sugli animali

Gli animali da laboratorio non si autosomministrano THC in esperimenti controllati, e questo vuol dire che essi hanno la capacità di riconoscere gli effetti di intossicazione. Un uguale comportamento aversivo viene innescato anche dalla somministrazione di droghe a causa della quale i recettori per il THC vengono attivati in modo selettivo.


Tanto negli uomini quanto negli animali da laboratorio una prolungata assunzione di THC nel corso del tempo favorisce la tolleranza ai sintomi. In altri termini, si riduce l’intensità degli effetti sulle capacità motorie, sulle prestazioni cognitive, sulla memoria e sul tono dell’umore, perché i recettori si desensibilizzano.